LE TORTURE DEL XXI SECOLO: IL CROSSFIT

CROOSFIT

Credevo seriamente che non sarebbe mai successo, o almeno non a me, ma nella vita, si sa, mai dire mai…

Ieri è arrivato quel giorno, quello che nessuno sano di mente aspetta con ansia: la prima lezione di CrossFit

Ma io dico: stiamo scherzando??? Ma le torture non erano state abolite anni e anni fa? Forse qualcuno non l’ha detto ai vari istruttori/istruttrici che sembrano provare piacere vedendo noi povere vittime sacrificali faticare per rimanere in piedi una volta terminata l’ora più distruttiva della nostra vita…

Ma torniamo indietro di qualche ora. Mi sveglio ieri mattina tutta felice e contenda con i miei Cookies ultracalorici pronti per la colazione (Qui trovate la ricetta), mi lavo, mi vesto, vado a lavorare… Fin qui tutto bene, nella norma.

Ore 9.35 (ebbene si, ho segnato l’orario in cui ho preso una pessima decisione) mi arriva un messaggio da una mia amica che mi chiede di accompagnarla a una lezione di CrossFit quella sera stessa. Inizialmente declino neanche troppo gentilmente l’offerta, ma poi ripenso ai biscotti ingurgitati al mattino e a quelli che ho intenzione di mangiare la sera (quando si pubblica una ricetta è anche giusto controllare che il risultato sia soddisfacente) e decido che non potrà mica essere qualcosa di così impossibile passare un’ora a far finta di fare attività fisica e quindi accetto…

…Ma perché io sono sempre così ingenua?? Perché?  

Fatto sta che dentro di me lo so di aver fatto un gran cazzata, ne sono perfettamente consapevole, tant’è vero che mentre vado in palestra sono tutt’altro che rilassata. Avete presente la sensazione prima di andare a fare una visita ginecologica?? Ecco, dimenticatela….Questa è molto peggio!

Arrivo davanti al luogo designato per l’umiliazione pubblica e la tortura, quello che le altre persone chiamano comunemente palestra, e decido di fumare una sigaretta per rilassarmi. Altra scelta azzeccata, vai Miky, continua così che oggi vinci un premio. Aspetto la mia amica, che ovviamente non fa più parte di questa categoria, ed entriamo.

 Il panico mi assale.

Sono talmente agitata ed incazzata con me stessa per essermi messa da sola in una situazione del genere che mi dimentico di cambiare le scarpe (RIP mie amate Roshe Run e perdonatemi se potete) e che quando l’istruttore si presenta vedo solo una bocca muoversi senza emettere suono.. mi avrà detto come si chiama o stava solo chiedendomi se avevo qualcosa da dire prima di essere impiccata in piazza per aver portato al suo cospetto i miei 15 chili di troppo?? Va beh sono ancora viva, e lo so perchè mentre scrivo sento le mie gambe chiedere pietà, nonostante non stiano facendo alcuno sforzo, quindi deduco che mi abbia detto il suo nome.

Iniziamo con il riscaldamento che viene spacciato come una cosa semplice, ma in realtà è stato solo l’inizio della fine. Il mio mascara waterproof si sta già rivoltando al sudore e il fondotinta è in fuga verso pelli migliori.

Da quanti minuti è composta un’ora? Quelle per noi comuni mortali da 60 minuti, ma quelle per gli amanti del CrossFit credo almeno da 180, altrimenti non mi spiego come sia possibile che i 10 minuti di riscaldamento mi siano sembrati mezz’ora, una mezz’ora infernale aggiungerei.

Bene, passiamo ora alla lezione vera e propria, non vi spiegherò cosa abbiamo fatto nei minimi dettagli, non perché non voglia annoiarvi, ma perché non ho registrato neanche uno di quei metodi di tortura che hanno usato su di me. Vi dico solo che quella era una lezione di prova, quindi sarà sicuramente stata studiata per eretici come me in fatto di attività fisica, e allora come mai non sono riuscita a portare a casa un punteggio sufficiente in neanche uno degli esercizi che mi è stato chiesto di fare??

Sono un caso più disperato di quanto pensassi…

… Ah no, dimenticavo gli squat che, a detta del mio torturatore, mi escono bene: sono loro i primi e unici  indiziati per l’assassinio delle mie gambe!  

Fatti ben due circuiti, se così si chiamano (la prossima volta che vado, perché sono una masochista e ci rivado, prometto di stare più attenta ai vari nomi degli esercizi) arriva il tanto atteso momento dello stretching. Ma chi voglio prendere in giro? Ho odiato ogni singolo minuto anche dello stretchin: il mio corpo non è assolutamente stato pensato per fare movimenti di alcun tipo. Io amo stare sul divano, mangiare, leggere, tutte attività che non richiedono sforzi.

La mia vita è finita, ah no scusate, la lezione è finita, andate in pace… Altra sigaretta per ammazzare quel barlume di lucidità che era sopravvissuto nella mia testa e vado a casa.

Adesso mi dovete spiegare quella sensazione che tutti dicono di provare dopo aver fatto sport: il mio corpo sta bene, lo sento; sono più rilassata; ho scaricato le tensioni… Sono tutte balle, ammettetelo! Io dopo la doccia ero uno zombie, niente mi ha impedito di mangiare altri due biscotti (ho saltato la cena vera e propria in onore della mia nuova vita sportiva), ho letto alcune mail e sono crollata in un sonno profondo prima delle 22. Bene, direte voi. Si, bene, peccato che alle 3 ero nel letto che mi maledivo e ti maledivo, ex amica, per il dolore alle gambe che iniziava a farsi strada, dolore che oggi mi accompagna come un amico fedele in tutti i movimenti che cerco di fare.

Qualcuno una volta mi ha detto: se dopo un’attività fisica hai male ai muscoli è perché hai fatto bene il tuo lavoro. Questa è l’unica consolazione nella mia prima giornata post CrossFit.

Mi perdonerete se per questo articolo mi sono sentita esentata dal pubblicare foto, confido nella vostra bontà d’animo. Umiliazioni per ieri e per oggi ne ho subite abbastanza.   

Se la lezione prevista per martedì mi consentirà di tenere l’uso delle braccia, sarà mia premura aggiornarvi sui miei prossimi passi in quel campo minato che chiamano Sport.

♥Michela♥

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2 pensieri su “LE TORTURE DEL XXI SECOLO: IL CROSSFIT

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