LEZIONE DI CROSSFIT: PARTE SECONDA

CROOSFIT

Sapete cosa penso? Lo volete sapere? Va bene se insistete ve lo dico.

 Penso che la palestra sia come fare la ceretta: una volta finito ti dimentichi del dolore fino al mese dopo, così come ti dimentichi della fatica della palestra fino a quando non inizia una nuova lezione. Ecco ve l’ho detto.

E io oggi me ne sono effettivamente dimenticata. Dopo aver passato sabato e domenica maledicendomi per il dolore a muscoli che non sapevo nemmeno esistessero, ieri sono stata relativamente bene e quindi stasera ho deciso di riprovarci.

Mi sono attrezzata con una bottiglia d’acqua, che l’altra volta avevo ingenuamente dimenticato di portare, e sono partita alla volta di quel posto ignoto che chiameremo palestra.

Solita sigaretta prima di iniziare (le cattive abitudini sono dure a morire) e sono pronta.

Il mio istruttore mi guarda sorpreso e mi rivela che non pensava che mi avrebbe rivisto. Da qui deduco che molto probabilmente la volta scorsa ho fatto più schifo di quanto abbia pensato! Si va bene, mi sono lamentata qualche volta (per tutti gli esercizi), mi sono rifiutata di fare qualcosina (2 esercizi su 6), ma pensavo di essermela cavata abbastanza bene per essere la prima volta… in realtà sembra che io e lui abbiamo proprio due opinioni divergenti!

Iniziamo il riscaldamento che all’apparenza è innocuo, ma in realtà serve solo a ricordare il dolore e la fatica che ti stai apprestando a provare per i prossimi 50 minuti.

Sono talmente scoordinata da pensare fortemente di non rientrare nei limiti dell’essere umano, ma come è possibile? Eppure qualcosa dovrà pur riuscirmi bene…  confido nei miei amati squat che l’altra volta mi hanno salvata almeno in parte da una figura pietosa.

Va detto che questa volta ero un po’ più in pace con me stessa tanto da ricordarmi di tirare fuori l’asciugamano che, quantomeno, mi ha evitato di appoggiare la testa su quel covo di microbi e pidocchi che sono i tappetini della palestra.

Mi sono legata i capelli, ho tolto i braccialetti e gli anelli, ho bevuto con tutta calma, ma ora non posso più procrastinare, devo iniziare per forza.

Dai, vediamo di che morte ci tocca morire oggi!

Addominali: questa volta ho preso appunti, si chiamano torsioni alla russa (giusto??)e io mi avvalgo della facoltà del addome post parto per dire che proprio non mi riescono.

Adesso fermiamoci un attimo. Lasciamo in stand by per qualche minuto la scena della palestra e torniamo indietro di un paio d’anni. Sono relativamente giovane, una ragazzina direi quasi, ho 24 anni e una bambina di 2. Avevo quindi 22 anni quando ho partorito, nel pieno della giovinezza e avrei dovuto recuperare la forma smagliante all’istante… invece no, altrimenti non mi troverei due anni dopo, in una palestra, a fare cose alla russa o come diavolo si chiamano.                                                                                                                                       

Va bene, dai mettiamo tutte le carte in tavola: quanti chili avete messo in gravidanza? 6? 8? Io ci ho provato, lo giuro. Quando mi dicevano che era facile metterli, ma meno semplice perderli pensavo mi stessero solo facendo del terrorismo psicologico e quindi ho preso la bellezza di 22 kg. In effetti i chili della gravidanza li avrei anche ormai salutati tutti, peccato che al loro posto sia rimasto il vuoto…. pelle molliccia (non è una bella scena, lo so, ma devo pur farvi capire), che la forza di gravità tende a spingere sempre di più verso il basso. Per due anni ho pregato per il miracolo, ci ho creduto con tutta me stessa,ma non è mai avvenuto e ora non posso più attendere. Quindi è questo il vero motivo delle lezioni di CrossFit.

Ma torniamo a oggi, 8 settembre 2015, e alle torsioni alla russa che servono per i miei addominali…

5 serie da 10, mi viene detto di fare, e io penso: ma in fondo gli addominali che muscoli sono? A cosa servono??

Bene allora, passiamo oltre…

Affondi: ragazze questi devo dire che non mi dispiacciono, penso di riuscire a farne qualcuno. Penso .

5 serie da 8?

Cooooooooosaaaaaaaa????

Un esercizio il cui nome non mi sono appuntata che prevede l’uso delle braccia: l’altra volta ero uno dei pochi esercizi che non mi davano grossi problemi, quindi decido di alzare un po’ il tiro e mi posiziono in modo da avere più peso da dover spostare con le braccia. Perché, Miky, perché? Devi assolutamente smetterla di sopravvalutarti. Adesso o torni con la coda tra le gambe a fare gli esercizi come avresti dovuti farli fin dall’inizio o tieni duro e ti ammazzi così…  per fortuna non mi reputo una persona tanto orgogliosa quindi, come un cane bastonato, mi rimetto a fare gli esercizi da principiante che più mi si addicono.

Imparati questi, a detta dell’istruttore, basici movimenti iniziamo a ripeterli alternati per 5 volte. Le prime tre sembrano anche semplici, ma dalla quarta si scatena l’inferno in zone del corpo atrofizzate che urlano vendetta. Ho letto e riletto l’Inferno dantesco, ma non mi ricordo in che girone era posizionato il CrossFit come punizione. Forse Dante si è dimenticato di inserire noi pigri nella sua Opera. Non trovo nessun altra valida motivazione.  

Altri tre nuovi esercizi, uno dei quali annovera tra gli strumenti utilizzati una palla da lanciare contro il muro, e potrei dire che finalmente la parte di fatica dovrebbe essere finita.  Ma come diceva il mio amico Desdemone, nulla è più facile che illudersi, perché ciò che l’uomo desidera, crede anche che sia vero.  

Mi manca, infatti, il tanto amato momento dello stretching… ma scusate, non dovrebbe essere che ogni diversa posizione che assumi ti porta a tirare una parte del corpo? E allora perché a me invece fa male tutto e anche di più?? Sorvoliamo sulla risposta perché preferisco vivere nell’illusione di essere una persona normale, con un corpo normale.

Va bene, ho superato la mia seconda lezione di CrossFit oserei dire quasi illesa, almeno fino a domani, quando mi risveglierò quasi del tutto paralizzata… ora non mi resta che andare a casa ad abbuffarmi con qualsiasi cosa sia disponibile nel mio frigorifero!

Non funziona così? Chi lo dice??

Mi sono appuntata di dovermi assolutamente procurare uno di quei reggiseni sportivi di cui fino alla settimana scorsa ignoravo il senso e una maglia che non sia talmente scollata da lasciar vedere al popolo del CrossFit l’unica cosa effettivamente accettabile che la gravidanza mi ha lasciato come ricompensa (oltre a mia figlia ovviamente, ma lei era fuori discussione): un bel seno taglia quarta. Quindi vedete che anche lo sport ha un lato positivo? Lo shopping è assolutamente necessario, urge una spedizione in qualche bel negozio, uno di quelli che fino a ieri non avrei minimamente guardato, anzi che avrei proprio snobbato, per comprare tutto il necessario. Lasciatemela passare, dai, già mi sembra tutte le volte di andare al macello e non in palestra, permettetemi almeno di farlo con grazia.

Se avete trucchetti sull’abbigliamento e i prodotti di make-up adatti alla mia nuova vita da sportiva sarei bel lieta di venirne a conoscenza!

Ah, un’altra cosa importantissima: spiegatemi come si fa ad uscire da un qualsiasi corso con i capelli ancora in ordine e non con il nido di uccelli che ho dovuto sciogliere a suon di spazzola!

Detto questo, prossima lezione prevista per venerdì… incrociate le dita per me!!

♥Michela♥

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