UN SALUTO PER OTTO

ottoOggi, con questo post, voglio salutare un amico speciale, uno di quelli che non si trovano facilmente, ma che quando lo trovi riempie il tuo cuore e la tua vita di gioia assoluta

Capita spesso di sentir dire: “quello è l’uomo della mia vita”,riferito a un grande amore, ecco questo era l’amico della mia vita, o meglio il cane della mia vita. Non era il primo e non sarà certamente l’ultimo, ma posso affermare con sicurezza che è stato l’unico che mi abbia accompagnato nei momenti più importanti della vita. Era con me quando ho intrapreso la strada della convivenza;  c’era quando,  per la prima volta, ho portato mia figlia a casa dall’ospedale e ha festeggiato con me il giorno del mio matrimonio.

È arrivato una mattina di 5 anni fa, inesperto e impaurito. Ricordo ancora che ha impiegato qualche mese per vincere la sua battaglia contro le scale di casa: riusciva benissimo a salirle, ma quando arrivava il momento di scenderle ti guardava con i suoi occhi da cucciolo e aspettava fino a quando non lo prendevi in braccio. Crescendo è diventato allegro e vivace, sempre pronto per un gioco o una passeggiata.

miky e ottoIn pochissimo tempo è entrato a far parte, a pieno diritto, della famiglia e non si preservava nel dimostrare amore incondizionato a chiunque gli si avvicinasse. Aveva imparato a riconoscere il rumore delle nostre auto e appena ci sentiva arrivare, come un missile, si precipitava sul balcone per accoglierci scodinzolando e con le sue orecchie a punta.  Faceva gli onori di casa: quando aprivi la porta d’ingresso non potevi muovere un passo se prima non ti abbassavi alla sua altezza per salutarlo. Se per sbaglio ti chiudevi in una stanza, lasciandolo fuori, quando riaprivi la porta lo trovavi sdraiato, a sonnecchiare, che ti aspettava.  

È capitato molte volte che gli abbiamo permesso di dormire nel letto con noi, ma lui non era un tipo discreto, tutt’altro, non si metteva ai piedi del letto come tutti gli animali farebbero, no, pretendeva il suo cuscino, dove  appoggiare la testolina e le orecchie da pipistrello e se la notte ti svegliavi lo trovavi sempre pronto ad alzarsi con te.  

Quando è nata mia figlia, quasi due anni fa, si è autoproclamato suo protettore: nessuno poteva avvicinarsi a quel frugoletto di bambina senza il suo permesso. Le stava vicino, la sorvegliava e così oltre ad essere da tempo il mio grande amico è diventato anche il suo grande amico. Solo chi ha un animale in casa riesce a capire quanto diventi importanti quella presenza. Era come noi, senza parola questo è certo, ma con lo sguardo e la coda comunicava tutto quello che c’era da sapere.

Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato.

ARTHUR SCHOPENHAUER

E ce l’ha comunicato fino all’ultimo giorno, quando per scortare mia figlia all’auto, ha abbassato la guardia e non si è reso conto che un’altra macchina l’avrebbe investito di lì a poco.  Il suo sguardo non ci ha abbandonato un attimo, ci stava salutando, a suo modo, e noi non abbiamo potuto far altro che lasciarlo andare.

Se guardi negli occhi il tuo cane, come puoi ancora dubitare che non abbia un’anima?”.

VICTOR HUGO

Non ha avuto una vita lunga, questo è vero, ma voglio credere che l’abbia passata

otto in oiscinanel migliore dei modi, circondato da  un affetto che ha sempre ricambiato.  Non ci dimenticheremo di lui facilmente, anzi, non ce ne dimenticheremo mai.    

Ciao, piccolo Ottino.

♥Michela♥

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2 pensieri su “UN SALUTO PER OTTO

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